Associazione Ponti Non Muri 
HOLY FAMILY CHILDREN’S HOME
DAUGHTERS OF CHARITY
ST. VINCENT
BETHLEHEM
E-mail: creche@p-ol.com
Betlemme, 22 Settembre 2009
Amici e collaboratori
Progetto « Ponti non muri »
Fondazione banco di Sardegna
e Associazione Humaniora
SASSARI

La nouva piccolo equipe
Vi dice
Tutto il loro Amore ed
il loro Grazie
Cari amici,
Mi è caro inviarvi un caloroso grazie non solamente per tutto l’interesse che portate alla Creche, ma anche per la vostra perspicacia, creatività e tenacia, siete veramente favolosi… Grazie di cuore.
Ed ora vi presentiamo l’attuale situazione, che non è affatto migliorata. Prima di tutto è un periodo molto turbato economicamente, per cui i doni sono molto più rari e sporadici. Noi d’altronde subiamo, in una certa maniera, questa crisi finanziaria; effettivamente oggi i doni diminuiscono e le somme sono meno elevate che prima della crisi. Oggi noi ospitiamo 43 bambini, di cui 17 sono dei bambini totalmente abbandonati, gli altri 26 sono bambini ospitati tramite il Servizio Sociale Palestinese, perché le loro famiglie si trovano in grandi difficoltà e sono in pericolo sia a causa della grande povertà, sia per la poca salute dei genitori e della loro impossibilità di potersi occupare di loro, per cui nella maggior parte dei casi sono maltrattati, malnutriti e picchiati, Essi provengono da tutte le regioni del territorio palestinese. A questi 43 interni si aggiungono i 68 bambini esterni che provengono da famiglie povere. Arrivano al mattino presto e rientrano nella loro casa il pomeriggio; sono scolarizzati nutriti e molte volte anche vestiti. Bisogna anche aggiungere che diversi di questi bambini sono ammalati o handicappati gravi.
Bambini nati da incesto e vittime di maltrattamenti inflitti alla loro mamma fino ad interrompere la maternità in corso, o che le stesse mamme s’infliggono per sbarazzarsi del piccolo che hanno in grembo.
Pensiamo alla piccola Zena che attualmente ha 15 mesi, dobbiamo portarla in ospedale per i dovuti controlli ed esami per poter seguire più da vicino la sua evoluzione e le condizioni generali di crescita. Altri sono colpiti da malformazioni generali ; ritardo della crescita, a causa di controlli prenatali mal fatti o non fatti del tutto e mancanza d’igiene, per cui ne subiscono ancora le conseguenze. E’ nostra preoccupazione prevenire queste situazioni ospitando le ragazze madri, ma in questo momento è sempre più difficile a causa del muro.
Effettivamente da più di 18 anni noi cerchiamo di venire in aiuto a queste giovani e povere ragazze.
In questo paese una donna incinta fuori del matrimonio, secondo la tradizione, dev’essere fisicamente eliminata da un suo parente per coprire l’onore della famiglia.
Davanti a questa situazione poter salvare la vita della ragazze è difficile perché non possono arrivare fino a noi a causa del muro che s’interpone come ostacolo tra noi e loro. Noi le offriamo un lavoro e vengono pagate perché rientrando a casa dopo aver fatto il taglio cesario possano giustificare la loro assenza dicendo : « Io in questo periodo stavo lavorando e questi sono i soldi che ho potuto guadagnare ».
Tutto ciò è un modo di giustificare la loro assenza o smettere di essere al centro di sguardi e pettegolezzi. Dopo il parto noi ospitiamo i neonati abbandonati, e le ragazze rientrono in famiglia, o altrimenti vengono prese a carico dal servizio sociale. La nostra presenza a Betlemme è più che mai necessaria per far fronte a tutti questi problemi che aumentano sempre più a causa dei tempi difficili che stiamo vivendo e con le necessità che si fanno sempre più sentire. Noi per quanto sta nelle nostre possibilità portiamo soccorso ai più bisognosi ed ai più piccoli, che sono i bambini. Noi cerchiamo di dare loro speranza e dignità. Noi non possiamo portare avanti quest’opera senza il vostro aiuto e senza l’aiuto di Dio. E’ grazie alla vostra generosit? che i nostri bambini possono vivere il presente nella gioia, nonostante le profonde ferite della vita, e guardare l’avvenire con speranza. Possa il Signore rendervelo pienamente in salute e nella pace.
Con tutta la mia riconoscenza,
Suor Sophie Bouéri,
Figlia della Carità.

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