L’ORFANOTROFIO LA CRÈCHE DI BETLEMME

Dal 2006 l’Associazione Ponti non muri sostiene i bambini ospiti dell’orfanotrofio “La Crèche di Betlemme”. La “Crèche” accoglie fino a 120 bambini poveri o orfani dei territori palestinesi. Dà loro amore, sicurezza, cure ed educazione. Sessanta bambini circa vivono all’interno della struttura, gli altri trascorrono la giornata all’asilo dove giocano, mangiano, svolgono le attività e poi rientrano in famiglia. Per aiutare in maniera ancora concreta i bambini ospiti della Crèche di Betlemme, in accordo con la direzione dell’orfanotrofio, l’Associazione Ponti non muri ha attivato l’iniziativa delle Adozioni a distanza. A oggi i bambini adottati a distanza attraverso questo progetto sono 75.

Nel 2007 è stato allestito e inaugurato all’interno della Crèche il “Laboratorio Musicale Launeddas” nel quale tenere attività di animazione musicale per bambini. Una stanza della Crèche è ormai diventata la Sala musica ed è abbellita da disegni nelle pareti che rappresentano animali che suonano e cantano. Sono stati acquistati vari strumenti musicali. Il Laboratorio è stato ingrandito e arricchito di strumenti e attrezzature dal 2008 al 2011. Al Laboratorio è stato dato un nome che ricorda molto da vicino la Sardegna: “Laboratorio Musicale Launeddas”. Una targa posta all’entrata della Sala ricorda che il Laboratorio, dedicato alla memoria di Rosa Anna Alabiso, è stato allestito grazie al Progetto “Bridges not walls” degli Humaniora, finanziato dalla Fondazione Banco di Sardegna.

Nel 2010 durante l’estate si è lanciato il Progetto “Operazione Elia”.

Elia è un bimbo della Crèche con problemi di strabismo. E’ stata fatta una campagna di sensibilizzazione e di raccolta fondi e alla fine del mese di luglio il bimbo è stato operato con esito positivo. Il costo dell’operazione è stato di 1.200 € ma i fondi raccolti per l’operazione sono stati molti di più. I fondi non utilizzati per l’operazione sono stati consegnati alla Crèche alla fine dell’anno.

IL NUOVO PROGETTO

La legislazione araba non consente l’adozione dei bambini ma prevede solo l’affido, e facendo presente che i bimbi possono vivere alla Creche solo fino all’età di 6 anni, le consorelle hanno in mente un progetto di ampliamento per continuare ad accogliere tutti coloro che, allo scadere di questo termine, non abbiano possibilità di essere accolti da eventuali nuclei familiari o dai villaggi SOS (simili alle nostre case-famiglia, sopperiscono all’abbandono di chi ha raggiunto quell’età).

Il nuovo progetto prevede di utilizzare un edificio adiacente alla Crèche per garantire a tutti i bambini una continuità affettiva e una formazione scolastica almeno fino all’età di 18 anni.

Il progetto, in evoluzione, ha avuto il suo piccolo inizio con l’accoglienza di 3 bambine.

Si tratta di un progetto grandioso e necessario del quale ci sentiamo profondamente sicuri e motivati nell’abbracciarlo, condividerlo e farlo nostro. Siamo convinti che questi bimbi avranno grandi possibilità e saranno i giovani fautori del futuro della Palestina e di tutti i popoli liberi.

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