IL Progetto 
Bridge not Wall – Artisti sardi per i bambini di Betlemme – www.pontinonmuri.it
HumaniorA - Associazione culturale e Laboratorio di ricerca e creazione letteraria e musicale si è recata anche quest’anno a Betlemme per assistere al Concerto per la Vita e per la Pace che si svolge, a partire dall’anno 2001, ogni anno nel periodo natalizio. Grazie a ciò abbiamo potuto conoscere e vivere direttamente l’evoluzione (o meglio, l’involuzione) della situazione economica e sociale della Città di Betlemme.
Dalle parole di Costantino Cossu, corrispondente de ‘La Nuova Sardegna’, il quale ha fatto parte della delegazione sarda, si evincono ulteriori particolari dell’esperienza: “incontri Khaled, sei anni, che vive in un campo profughi intorno alla Città: baracche, pietre fango e miseria. Gli chiedi come si chiama e da dove viene e ti risponde in fretta, con occhi spaventati, ripetendo subito dopo la sua richiesta di denaro, una cantilena. Va via di corsa appena gli dai un euro -...- “Di bimbi palestinesi, abbandonati o non riconosciuti, è pieno l’orfanotrofio di Betlemme”, o meglio la “Crèche de la Sainte Famille”, chiamata anche la “Crèche” di Betlemme.
La “Crèche” accoglie fino a 120 bambini poveri o orfani dei territori palestinesi. Dà loro amore, sicurezza, cure ed educazione. 50 bambini circa sono interni, gli altri trascorrono la giornata all’asilo. La “Crèche” è gestita dalle Figlie della Carità di San Vincenzo che si sono installate a Betlemme nel 1884. Hanno cominciato curando i poveri a domicilio, sotto una tenda e nei dispensari. Nel 1895 hanno aperto l’Hôpital de la Sainte Famille (l’Ospedale della Santa Famiglia). L’asilo è stato creato nello stesso periodo per accogliere i bambini abbandonati.
Ma provate a entrare con noi a la “Crèche” di Betlemme diretta da Suor Sophie Bouéri: “in un grande corridoio Yarima, quattro anni, tende le braccia per farti capire che vuole essere coccolata. La prendi su e ti sorride. Fatah è un fagottino morbido e se la tieni tra le braccia sta buona e tranquilla; ha appena tre mesi e l’hanno trovata tra la spazzatura in uno dei quartieri più poveri della città”.
Le suore qui si confrontano ogni giorno con il dramma di una terra piegata. Una terra che, dopo la costruzione del muro, ha visto inaridirsi la principale fonte di reddito: il turismo. Betlemme è una città che non conosce più sviluppo. Restano soltanto il piccolo commercio e gli stipendi della pubblica amministrazione.
E per la “Crèche” l’unico mezzo di sostentamento, come dice Suor Sophie, è la Provvidenza, che si esprime attraverso la generosità dei benefattori. La Sardegna sta dando e può continuare a dare il suo contributo per fare in modo che sul viso di tutti i bambini di Betlemme sbocci un sorriso di serenità in più.
Obiettivi che si intendono perseguire
Raccogliere fondi per l’orfanotrofio di Betlemme;
Sensibilizzare il maggior numero possibile di persone perché sviluppino un forte desiderio di utilizzare un po’ del loro tempo libero dedicandola al volontariato in generale e in particolare all’orfanotrofio di Betlemme;
Organizzare col contributo della Fondazione banco di Sardegna laboratori musicali per i bambini dell’orfanotrofio, con acquisto di giochi e strumenti musicali, attraverso il contributo di esperti di didattica della musica, favorendo anche la formazione di esperti in loco attraverso stage formativi.
Il progetto Bridge not wall
Il progetto “Bridge not Wall” nasce con la finalità di creare un ponte tra culture diverse attraverso il linguaggio universale della musica. È stato scelto l’orfanotrofio di Betlemme per dare inizio ad una serie di azioni con uno scopo principale di tipo culturale-formativo rivolto ai bambini dell’orfanotrofio.
Il progetto è iniziato nell’ottobre 2006 con il primo grosso Concerto “Ponti non muri”, tenutosi a Sassari nell’ottobre 2006, a cui sono seguiti numerosi i concerti “Ponti non muri” come quelli di Pozzomaggiore e di Campu ‘e Luas (rispettivamente nel luglio e dicembre 2007) e di Carbonia e Serdiana (aprile e giugno 2008), interamente dedicati al Progetto. In queste e in altre occasioni (anche semplici momenti musicali di alcuni componenti il Laboratorio HumaniorA e presentazioni del libro di Giampaolo Cassitta “Il giorno di Moro”) come gli incontri tenutisi ad Alghero, Banari, Florinas, Capriccioli, Sassari ‘La Giornata del lettore’ (2007), La Maddalena e Valledoria (2008), sono stati allestiti i Banchetti di Betlemme, che prevedono la vendita di oggetti dell’artigianato betlemita e l’esposizione di oggetti in tessuto fatti a mano dalle donne di Betlemme (borse, sacchetti, segnalibro, portamonete, astucci), piccoli oggetti in legno d’ulivo e articoli da regalo in carta riciclata creati dagli adulti affetti da disabilità mentali dell’OASI di Betlemme (cartoline di auguri, segnalibro e portachiavi), le magliette con il logo del progetto e il Libro fotografico ‘Ponti non muri’. Il ricavato della vendita ad offerta degli oggetti presenti nel banchetto è sempre interamente devoluto all’orfanotrofio di Betlemme.
Il Progetto prevede l’allestimento, presso il la Creche di Betlemme, di un Laboratorio musicale nel quale tenere attività di animazione musicale. Il Laboratorio è stato inaugurato nel dicembre 2007. Una stanza della Creche è ormai diventata la Sala musica ed è abbellita da disegni nelle pareti che rappresentano animali che suonano e cantano. Sono stati acquistati vari strumenti musicali e il giorno dell’inaugurazione abbiamo potuto godere di un saggio di quanto imparato con l’esecuzione di un pezzo improvvisato da bambini di 5 anni dell’orfanotrofio con darbuca, tamburello e battiti di mani. Il Laboratorio verrà ingrandito nel 2008 e completato entro il 2009.
Anche l’elaborazione del sito internet www.pontinonmuri.it fa parte del Progetto, attraverso il quale pubblicizzare il Progetto e le iniziativa ed attuare una raccolta fondi attraverso la vendita di musica ‘online’ degli Humaniora e di artisti che vogliano mettere a disposizione del progetto brani musicali di loro composizione.
Prossimamente vedrà la luce il CD del Laboratorio Musicale HumaniorA, che prenderò il nome dal Progetto “Bridges not walls” e il cui ricavato della vendita sarà totalmente devoluto ai bambini della Creche di Betlemme.
Il Progetto si è arricchito nell’ultimo anno di una nuova strada che porta in Argentina, nella zona poverissima del Chaco: gli HumaniorA hanno dedicato l’ultimo grosso concerto, tenuto a Sassari nell’ottobre del 2007, proprio al Focolare ‘Hogar de Chicos San Roque’ che versa in una situazione disastrosa e accoglie bambini in stato di necessità.
Risultati attesi
Una maggiore attenzione dell’opinione pubblica sulle condizioni di vita dell’infanzia nelle zone di guerra.
La possibilità di offrire ai bambini dell’orfanotrofio momenti ludico-formativi mirati al benessere psico-fisico e alla comunicazione interculturale.
Allestimento di una struttura stabile sulla quale sviluppare iniziative di interscambio culturale ad ampio spettro tra Palestina e Sardegna.
|