Progetto SHIKSHA

Introduzione
            Il progetto si concentra principalmente sulla cura della vita dei bambini vulnerabili di età compresa tra 3 e 14 anni che rientrano nelle categorie di persone costrette a svolgere attività e a subire situazioni non idonee alla loro età: raccolta di stracci, elemosine, abusi sessuali, lavoro minorile, droga, esclusione sociale, vita nelle ferrovie. Il nostro obiettivo è quello di aiutarli attraverso un approccio olistico fornendo istruzione, estendendo la cura e la protezione. Oltre a fornire loro un’istruzione di base non formale, questo progetto prevede anche la gestione di diverse attività ricreative per dissuaderli dall’abuso di droghe e dallo sfruttamento sessuale, oltre che dal lavoro minorile. Al fine di rendere il progetto molto efficiente, si mira alla causa principale gestendo un centro di educazione non formale in cui questi bambini vengono aiutati fin dalla prima infanzia.

            Attraverso questa iniziativa si intende raggiungere i bambini vulnerabili che non vanno a scuola nelle aree circostanti Khurai, integrarli nelle scuole formali, migliorare le loro condizioni di vita, sviluppare le capacità dei genitori e la consapevolezza della comunità per proteggere e promuovere i diritti dei bambini. In base ai risultati dell’indagine primaria di Khurai, sono circa 300 i bambini impegnati nella raccolta degli stracci, ogni 5 minuti un bambino arriva da solo in stazione, 5 bambini su 40 scompaiono dai binari, viaggiano minimo 17 bambini sotto i 5 anni in treno chiedendo l’elemosina cantando, esibendo i loro talenti con parole di gentilezza. Molti cuori si sciolgono per fornire loro denaro mentre alcuni approfittano della situazione e ne abusano. La vita è sempre difficile per loro e le piccole mani, a cui servivano libri e materiali di gioco, ora cercano soldi, lottano e lavorano per esistenza normale; una vita per oggi, senza sapere cosa accadrà loro domani. Attraverso questo progetto il nostro obiettivo è quello di collegare ogni giorno massimo 10-15 bambini al nostro centro di accoglienza, riportarli alle loro famiglie e fornire supporto educativo attraverso i centri prescolari che permettano di incoraggiare i genitori a mandare i loro bambini nei luoghi vicini per l’istruzione, che in precedenza erano soliti rifiutare.             Il progetto si svolge in collaborazione con Manav Vikas Seva Sangh (MVSS) che è una società indiana registrata il 26 dicembre 1989 sotto M.P. secondo la legge sulla registrazione delle imprese e delle società con particolare attenzione al lavoro nel campo dello sviluppo. Questa è l’organizzazione ufficiale di

Sagar che si occupa dell’elevazione sociale delle persone. La società si preoccupa del benessere della comunità senza distinzione di casta, credo, religione, razza o altre considerazioni limitanti, per il miglioramento dei poveri fornendo l’educazione formale e non formale al fine di rendere le persone consapevoli dei loro diritti e doveri e sviluppare la leadership in modo che inculchino i valori di verità, giustizia, uguaglianza, amore, cooperazione e fratellanza e in modo che siano liberati dai mali sociali come il “castismo”.

            Analisi del problema

            I bambini svolgono un ruolo importante nella nostra società. Diffondiamo la nostra spazzatura nella società e questi raccoglitori di stracci la usano per raccoglierla e mandarla al riciclaggio. Conosciamo tutti il traffico di bambini, il lavoro minorile e lo sfruttamento sessuale dei bambini. Tuttavia, non abbiamo mai cercato di salvare qualsiasi bambino che vediamo raccogliere stracci dalla discarica. Questo tipo di lavoro svolto dai bambini equivale a una violazione dei loro diritti umani fondamentali. Anche se non fossero obbligati da nessuno a fare questo tipo di lavoro, ciò equivarrebbe comunque a una violazione dei loro diritti umani fondamentali.

            La povertà e l’analfabetismo sono una delle ragioni più comuni dietro qualsiasi tipo di violazione dei diritti umani. In India, qualsiasi tipo di lavoro minorile è disciplinato dal Child Labour (Prohibition and Regulation) Act, 1986. In Khurai uno degli obiettivi principali è quello di distogliere i bambini dalla raccolta di stracci per ricondurli ad una vita dignitosa. Nella periferia della città di Khurai, ci sono comunità di baraccopoli abitate da oltre 160 famiglie coinvolte nella raccolta dei rifiuti dalle famiglie circostanti.

            La comunità è composta principalmente da migranti per i quali non esistono servizi di base. L’istruzione è l’ultima priorità poiché l’attenzione principale delle famiglie si basa sui problemi di sopravvivenza minimi di base. Anche i bambini sono coinvolti nella raccolta degli stracci insieme ai loro genitori: la vita per loro è spaventosa. Per aiutare questi bambini a uscire dal ciclo della povertà, è essenziale che ricevano un’istruzione di base e si diano le migliori possibilità per il loro futuro.


            Obiettivo Principale

            Fornire un’istruzione primaria di qualità a 300 bambini delle baraccopoli di età compresa tra 3 e 14 anni.


            Obiettivi Specifici

• Garantire il loro diritto all’istruzione e migliorare la qualità della vita di questi bambini attraverso i centri di apprendimento.

• Rafforzare i legami con altre scuole e sensibilizzarle sulla disparità di genere e sull’importanza dell’istruzione primaria per i bambini della comunità.


            Attività proposte

• Svolgere un ruolo importante nella riabilitazione dei bambini di strada che lavorano come raccoglitori di stracci e nella diffusione della conoscenza dei vari programmi del governo per i bambini poveri, interessandosi a diverse problematiche come, ad esempio, il pasto di mezzogiorno a scuola

• Fornire una consapevolezza sui diritti dei bambini al fine di ridurre al massimo il rischio di diventare manovalanza minorile e di compiere qualsiasi altro crimine, che danneggerà il loro sviluppo morale e generale.

• Diffondere la consapevolezza tra i bambini raccoglitori di stracci dell’impatto degli stracci pericolosi per la salute educandoli e rendendoli consapevoli attraverso la definizione del significato dei vari simboli disegnati sui sacchetti di plastica, contenitori (ad es. riconoscere i simboli di rischi biomedici.

• Informare le famiglie che vivono nelle discariche e nelle baraccopoli sui vari progetti del governo relativi al loro sviluppo e a quello dei loro figli.

            La sessione complessiva della classe al giorno sarà di 5 ore nelle quali l’insegnante principale terrà lezioni per 2 ore su valori morali, disciplina, consapevolezza, diritti dei bambini, conduzione di programmi visivi e incontri con i genitori per sessioni di consulenza. Il resto delle 3 ore sarà preso da 3 insegnanti che saranno a tempo parziale per un’ora ciascuno.

            Posizione geografica

            La stazione ferroviaria di Bina è la stazione principale per raggiungere Khurai. Khurai è una città in Bina Tehsil nel distretto di Sagar dello stato del Madhya Pradesh, in India. Appartiene alla Divisione Sagar. Si trova a 57 KM verso ovest dal quartier generale del distretto Sagar. È una sede di Tehsil. Nogaon (2 Km), Hingti (3 Km), Dhurua (5 Km), Piparkheri (6 Km), Par (7 Km) sono i villaggi vicini a Bina.

            Il costo del progetto per un anno è di circa 4.500 euro e riguarda:

– Salario insegnante principale

– Salario per 3 insegnanti part-time (Scienze, Matematica, Inglese)

– Materiali (libri, zaini, notebooks, penne, matite)

– Lavagna e accessori

– Affitto aula

Tutti gli aggiornamenti su www.facebook.com/pontinonmuri

Per contribuire puoi utilizzare uno dei seguenti mezzi:

Bonifico (causale: Progetto Shiksha – Un ponte per l’India)

Banco di Sardegna – Sede di Sassari – Piazza Castello

IT95R0101517200000070092373

Paypal

pontinonmuri@yahoo.it

Raccolta fondi

https://gofund.me/6ace849d

Questo è un gioco tradizionale in India. Si chiama Kabadii e a guardare il video sembra simile al nostro ”acchiapparella” anche se ha regole più stringenti.
Vedere questi bimbi che si ritrovano dopo la scuola a giocare non è una cosa naturalissima.
Toglierli da attività terze e poco edificanti è lo scopo primario del progetto SHIKSHA e siamo felicissimi di avere questi riscontri.
Grazie ancora a chi sta contribuendo da lontano e a Biju Philip Thomas per il lavoro sul posto.

PROGETTO SHIKSHA – Un Ponte per l’India
(English below)
Abbiamo ricevuto dal nostro referente in India Biju Philip Thomas due articoli del centro documentale del Manav Vikas Seva Sangh che riguardano l’attività delle due maestre Suchita e Priyanha.
Oggi postiamo il primo e presto arriverà anche il secondo.
Vi ricordiamo che è possibile sostenere questo progetto con una donazione attraverso il seguente link https://gofund.me/6ace849d
Buona Lettura.
SUCHITA SINGH RAPUT. La mia esperienza come educatrice.
(articolo di Deepali Mam)
“L’istruzione informale è un’istruzione complementare all’istruzione formale. Sviluppa il pensiero critico del bambino ampliando le aree dell’apprendimento e incentrandolo sulla conoscenza pratica.
L’istruzione è stata in prima linea nel COVID-19. Da sei mesi, insegnanti in tutto il mondo si sono dovuti barcamenare in sistemi educativi colpiti dalla chiusura delle scuole, adattandosi e improvvisando per consentire ai loro studenti di continuare ad apprendere. Anche se molti paesi hanno riaperto le scuole,
riportando gli studenti in classe, con tutte le nuove sfide che ciò comporta, l’ispirazione può essere trovata negli esempi di insegnanti che sono stati all’altezza delle difficoltà’.
Essi ci ricordano che gli insegnanti sono molto di più che semplici canali di conoscenza. Sono un’ancora di salvezza vitale per i loro studenti, ora e nelle sfide future.
Apprendimento a distanza senza internet
La sfida affrontata da Suchita, un’insegnante di Khurai, è diventata familiare: come si possono connettere insegnanti e studenti? La copertura di Internet in India è piuttosto elevata, perchè l’istruzione tramite Internet è diventata una nuova prassi, ma la connettività raramente si estende oltre i centri urbani. Nei periodi in cui
le scuole rimangono chiuse, gli studenti di comunità distanti come Khurai potrebbero non ricevere alcuna istruzione. Suchita in questo scenario viaggia ogni giorno per organizzare piccoli gruppi di apprendimento.
Rivolge le proprie lezioni a pochi studenti alla volta.
Per Suchita, tutto questo sforzo straordinario, è semplicemente parte del dovere di un insegnante.
L’istruzione come lei ben sa, funziona meglio quando è continuativa: “i bambini devono continuare ad
apprendere perché se noi rinunciamo, torneranno indietro al punto di partenza”. I suoi gruppi di apprendimento potrebbero non essere in grado di offrire ai suoi studenti tutto ciò che otterrebbero in una classe tradizionale, ma per ora, basta tenerli impegnati. Qualunque cosa imparino è la cosa migliore per il
loro sviluppo. In pochi mesi di sforzi Suchita ha vinto portando un notevole cambiamento negli studenti.
Anche i genitori sono molto felici di vedere questi cambiamenti. La madre di Ankita è molto felice e ha
detto: ‘Suchita ha portato un raggio di speranza nel futuro di mia figlia, ora lei sta tessendo sogni per la propria futura carriera”.
È molto grata a Suchita e MVSS per questo progetto.
ENGLISH VERSION
We received from our contact person in India Biju Philip Thomas two articles from the documentary center of Manav Vikas Seva Sangh concerning the activities of the two teachers Suchita and Priyanha.
Today we post the first and soon the second will arrive too.
We remind you that it is possible to support this project with a donation through the following link https://gofund.me/6ace849d
Enjoy the reading.
SUCHITA SINGH RAPUT. My experience as an educator.
(article by Deepali Mam)
Non-formal education is a complementary education to formal education. It develops the child’s critical thinking and has a broader concept of learning focusing on practical knowledge.
Education has been on the front line of COVID-19. For six months now, teachers around the world have been navigating education systems affected by school closures, adapting and improvising to keep their students learning.
Even as many countries usher their students back into classrooms, with all the fresh challenges that entails, inspiration can be found in the examples of teachers who rose to meet the occasion. They remind us that teachers are more than just conduits for knowledge. They are a vital lifeline for their students, now and during whatever is next.
Remote learning without internet
The challenge faced by Suchita, a teacher from Khurai , is a familiar one: how can teachers and students connect ? Internet coverage in India is fairly high – where education via internet became new norm but connectivity rarely stretches beyond urban hubs. While schools are closed, students in remote communities like Khurai may not be getting any education at all. Suchita in this scenario travels each day to set up small learning groups. She takes a few students at a time through lessons.
For Suchita, all this extra effort is simply part of a teacher’s duty. Education, she understands, works best when it is consistent: “children have to keep learning because if we just leave, they will go back to square one.” Her ad-hoc classes may not be able to offer her students everything they would get in a traditional classroom, but, for now, keeping them engaged is enough. Whatever learning they were getting was best for their development. Within few months of efforts Suchita won by bringing a noticeable changes in the students. Parents are also very happy by seeing these changes. Ankita’s mother was very happy and said ‘ Suchita brought a ray of hope in her daughter’s future, now she is also knitting dreams for her sound career’ She is very thankful to Suchita and MVSS for taking such initiative
SI ringraziano Laura Mirò e Gabriella Fancello per la collaborazione
 

(English below)
Come promesso pubblichiamo il secondo articolo del centro documentale del Manav Vikas Seva Sangh, che riguarda la maestra Priyanka.
Vi ricordiamo che è possibile sostenere questo progetto con una donazione attraverso il seguente link https://gofund.me/6ace849d
Buona Lettura.
PRIYANKA VISHWAKARMA. La scuola sotto un tetto.
(articolo di Deepali Mam)
Abbiamo sentito parlare di molti eroi. Robin Hood che ruba ai ricchi per dare ai poveri.
Spiderman che usa la sua tela per salvare la gente della città dal pericolo.
È un uccello? È un aereo? No, è Superman, il supereroe che indossa le mutande sui pantaloni e vola in giro salvando le persone. Tutti questi personaggi di fantasia sono famosi per una cosa, il loro obiettivo comune è aiutare le persone bisognose.
Ma che dire degli eroi della vita reale. Quelli che aiutano per totale altruismo? Una di queste è Priyanka. Un supereroe a pieno titolo. Qual è il suo potere? Beh, lei gestisce una scuola non formale per i bambini più poveri di Khurai, sotto un tetto.
La sua più grande sfida è stata convincere i genitori di questi bambini a permettere loro di andare a scuola
invece di metterli a lavorare per aumentare il salario della famiglia.
Priyanka dice “Non volevo che questa generazione fosse persa solo perché povera”.
Continua dicendo “Non sono potuta diventare un ingegnere a causa di difficoltà finanziarie. Ho dovuto abbandonare il college. Attraverso questi bambini riesco a vivere il mio sogno”. Questa scuola è una scuola non convenzionale, non ha sedie nè tavoli ma usa lavagne.
“Insegno qui dal 2021 e a casa ho visto come crescono i bambini a causa della povertà, subendo ogni sorta di ingiustizia. Hanno bisogno di una guida ed è quello che cerchiamo di fornire loro qui attraverso l’istruzione, in modo che possano avere un futuro luminoso” dice Priyanka.
La scuola riceve i suoi finanziamenti dal MVSS. Ricevono libri, uniformi, calzature e cibo con regolarità. Vengono donate anche attrezzature sportive che i bambini usano per giocare a cricket, badminton, calcio e altri giochi. Gli studenti si assicurano che la loro unica classe sia tenuta pulita e ordinata occupandosene loro stessi ogni mattina. L’orario scolastico è dalle 9:00 alle 11:00 per un gruppo e dalle 14:00 alle 16:00 per l’altro.
Ahilya Devi, che vive in uno slum vicino, ha detto: “Non possiamo permetterci lezioni private perché ho cinque figlie e due figli. L’unico modo in cui posso aiutarli è mandarli alla scuola gratuita. È un dono di Dio per
i poveri come noi, perché anche i nostri figli hanno l’opportunità di studiare”.
La scuola conserva un registro di ogni studente che è formalmente registrato con il proprio nome e fotografia. Ci sono anche volontari delle aree circostanti che aiutano a educare questi bambini. Pappu uno studente,
cammina 1 km per andare a scuola ogni giorno e con un grande sorriso stampato in faccia dice: “adoro questa scuola, vengo qui per studiare e per disegnare”.
Ci viene insegnato ogni giorno a restituire alla società. Quale modo migliore che aiutare i bisognosi educandoli in modo che possano avere una reale possibilità di condurre una vita di integrità e di evadere gli aspetti più torbidi della povertà.
Ci sono molti là fuori che fanno la loro parte come Priyanka ma immagiamo quale impatto avrebbe il paese se ognuno di noi contribuisse con un po’ di tempo o fondi per aiutare chi ne ha bisogno.
“Una parola gentile, un sorriso genuino, un atto disinteressato può fare la differenza nella giornata di qualcuno. Sarà oggi quel giorno?” (Caroline Naoroji).
As promised we publish the second article of the documentary center of Manav Vikas Seva Sangh, which concerns the teacher Priyanka
We remind you that it is possible to support this project with a donation through the following link https://gofund.me/6ace849d
Enjoy the reading.
PRIYANKA. School under a roof.
(article by Deepali Mam)
We have heard of many heroes. Robin Hood who stole from the rich and gave it to the poor. Spiderman who used his web to save the people of the city from peril. Is it a bird? Is it a plane? No its superman, the superhero who wore his knickers over his pants and flew around saving people. All these fictitious characters are famous for one thing, their common goal was to help people in need. But what about real life heroes. The ones that help by being completely selfless. One such girl is Priyanka. A super hero in her own right. What’s her power? Well she runs a Non Formal school for Khurai poorest children under a roof.
Her biggest challenge was to convince the parents of these children to allow them to go to school instead of putting them to work to add to the family wages. Priyanka says “I didn’t want this generation to lose out just because they are poor.” She goes on to say “I could not become an engineer because of financial constraints. I had to drop out of college. Through these children I get to live my dream.” This school is an unconventional one with no chairs or tables but uses the blackboards.
“I have been teaching here since 2021 and back home I have seen how, due to poverty, children get into all sorts of wrong things.They need guidance and that’s what we try to give them here through education, so that they can have a bright future.” says Priyanka
The school receives its funding from MVSS. They receive books, uniforms, footwear and food on a regular basis. Also donated are sports equipment that the children use to play cricket, badminton, football and other games. The students make sure that their unique classroom is kept neat and tidy by sweeping it themselves every morning. The school hours are from 9am to 11am for one batch and 2pm to 4pm for other.
Ahilya Devi, who lives in a nearby slum said “We can’t afford private tuition as I have five daughters and two sons. The only way I can help them is by sending them to the free school. It is god’s gift to the poor like us, as even our children get the opportunity to study.”
The school maintains a record of each student who are formally registered with their name and photograph. Volunteers from surrounding areas also help in teaching these kids. A student Pappu walks 1 kms to school daily and with a big smile on his face he says “I love this school. I come here for studies and to draw.”
We are being taught everyday to give back to the society. What better way than to help the needy by educating them so that they can have a decent chance to lead a life of integrity and escape from the depths of poverty. There are many out there who do their bit like Priyanka but imagine what impact the country would have if each one of us contributed a little time or funds to those in need.
“A kind word, a genuine smile, a selfless act can make a difference in someone’s day. Will today be that day?” (Caroline Naoroji).
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Si ringraziano per la collaborazione Biju Philip Thomas e Laura Mirò